CENTRO PER LA DIAGNOSI E LA CURA DELLA MALATTIA DI PEYRONIE (INDURATIO PENIS PLASTICA)

La malattia di Peyronie o Induratio Penis Plastica (IPP) è una patologia caratterizzata dalla comparsa di placche di natura fibro-calcifica a livello dell’albuginea peniena, capaci di evocare dolore e curvatura del pene in erezione.

Secondo alcuni studi la sua prevalenza raggiunge il 9%. In genere compare dopo i 50 anni ma non mancano i casi giovanili.

La sua causa rimane sconosciuta, anche se l’ipotesi patogenetica più comunemente accettata sono i microtraumi ripetuti a carico della tonaca albuginea del pene.
Nell’evoluzione della malattia si distinguono 2 fasi:

  1. fase acuta infiammatoria iniziale, accompagnata in genere da dolore;
  2. fase fibrotica, caratterizzata dalla formazione di placche peniene dure e palpabili. Quando sopravviene la calcificazione delle placche la malattia in genere si stabilizza.

Clinicamente, oltre il dolore, compare una curvatura peniena più frequentemente dorsale, anche se non mancano casi con curvatura laterale, ventrale o anche multipla. Col tempo la curvatura peniena peggiora in circa 30-50% dei pazienti. Tale curvatura può essere di entità tale da compromettere o addirittura impedire il rapporto sessuale.

In generale, quanto prima è effettuata una corretta diagnosi, tanto migliori saranno i risultati che è possibile aspettarsi delle terapie. Occorre quindi rivolgersi ad uno specialista urologo-andrologo non appena si riscontrino i sintomi (dolore in erezione, presenza di una curvatura, deficit erettivo, formazione di nodulo).

 

IONOFORESI

 

Nell’ambito delle terapie conservative non chirurgiche, la ionoforesi con un cocktail di farmaci svolge un ruolo importante nel controllo dell’evoluzione della malattia di Peyronie. Si basa su diversi noti principi fisici dell’applicazione di correnti elettriche pulsate ai tessuti biologici, al fine di veicolare farmaci al loro interno, in questo caso nel pene.

Il sistema è costituito da un generatore di corrente computerizzato, da un elettrodo dispenser che polarizza il cocktail-miscela di vari farmaci da veicolare, da un elettrodo passivo e dal tessuto biologico (il pene), che rappresenta la resistenza al passaggio della corrente pulsata. La ionoforesi riesce a fare raggiungere per via transcutanea i farmaci anche ad alto peso molecolare, direttamente sul tessuto bersaglio, dove svolgeranno la loro azione; in tal modo questa metodica assicura, rispetto alle altre terapie, una migliore penetrazione del farmaco all'interno delle placche peniene.

Diversi studi, infatti, sulla ionoforesi peniena per il trattamento conservativo della malattia di Peyronie mostrano significativi miglioramenti in termini di curvatura peniena, dimensioni della placca, dolore del pene durante l’erezione e funzione erettile [1-4], che in ultima analisi possono portare a miglioramento dell’attività sessuale [1]. La metodica è sicura e non presenta significativi effetti collaterali, ad eccezione di una temporanea comparsa di eritema (arrossamento) locale, in corrispondenza della sede di applicazione degli elettrodi sul pene.

 

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[1] Tuygun C, Ozok UH, Gucuk A, et al. The effectiveness of transdermal electromotive administration with verapamil and dexamethasone in the treatment of Peyronie’s disease. Int Urol Nephrol 2009;41(1):113-8.
[2] Di Stasi SM, Giannantoni A, Stephen RL, et al. A prospective, randomized study using transdermal electromotive administration of verapamil and dexamethasone for Peyronie’s disease. J Urol 2004 Apr;171(4):1605-8.
[3] Di Stasi SM, Giannantoni A, Capelli G, et al. Transdermal electromotive administration of verapamil and dexamethasone for Peyronie’s disease. BJU Int 2003 Jun;91(9):825-9.
[4] Riedl CR, Plas E, Engelhardt P et al. Iontophoresis for treatment of Peyronie’s disease. J Urol 2000 Jan;163(1):95-9.

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